È innegabile, la birra è una delle passioni degli andalusi. E sinceramente non faccio alcuna fatica ad associarmi… Qui la Cruzcampo è regina indiscussa e penso che anche un incompetente, dopo averla assaggiata, non dimentichi il suo sapore. La Cruzcampo nasce a Sevilla. Il nome si potrebbe tradurre “croce del campo” e viene da una croce collocata nel XVI secolo fuori città come ultima stazione di una via crucis, proprio nel periodo in cui ebbe origine la tradizione delle Confraternite della Settimana Santa. Siviglia si è molto estesa da allora e quel luogo fa ora parte del centro urbano, ma la croce tuttora esiste, circondata da un tempietto, a pochi metri dalla prima fabbrica della Cruzcampo, oggi sede della Fondazione omonima.

La fabbrica fu fondata nel 1904 da Roberto e Tomás Osborne Guezala, ed era una delle prime fabbriche di birra e malto di tutta la Spagna. Participò nel 1929 all’Esposizione Iberoamericana di Siviglia. Nel 1960 fu pioniera nella sostituzione dei barili di legno con quelli di alluminio e l’anno seguente inaugurò la prima “malteria” per il rifornimento di malto.

Nel 1967 già era in funzione un reparto di ricerca fra i più moderni d’Europa e sul finire della decade Cruzcampo comincia ad espandersi fuori dell’Andalusia. Nel 1997 sviluppa il sistema “Cruzcampo glacial” che permette di servire birra alla spina alla temperatura ottimale, cioè tra 0º e -2º. E sono solo alcuni accenni a tutto ciò a cui è legato il nome Cruzcampo.

Ma uno dei motivi per cui questa birra è così fresca sta nel fatto che non si pastorizza; già nel 1963 la ditta introdusse per tutti i formati la pastorizzazione flash, tranne nel formato barile, per il quale si continuò con una sterilizzazione basata sul filtraggio a freddo; ed è proprio questo che mantiene intatte le qualità naturali e la freschezza della Cruzcampo. Una birra “cruda” viene definita, altamente appetibile. Ben a ragione, un orgoglio dell’Andalusia, sapore del sud!

(foto dal sito www.cruzcampo.es)

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