Certo, devono piacere, ma qui in Andalucía sono proprio una passione primaverile! Perché le lumache – in spagnolo caracoles, appunto – escono con la pioggia e un po’ di sole e ogni sera, in questa stagione, i bar di Sevilla fanno a gara a chi le cucina meglio. Così piccole, conoscevo solo quelle di mare quando stavo in Italia; dalle mie parti (Lombardia) si mangiano quelle grandi, generalmente cotte al forno…

Qui è un po’ come mangiare noccioline sorseggiando una birra, per dare l’idea. La scorsa settimana, di passaggio a Jerez, ho assaggiato la versione locale, o meglio quella del bar La Maceta, che si trova nella strategica Calle Larga. Erano buonissime, e consiglierei a tutti di provare ad assaggiarle almeno una volta nella vita… Me le hanno servite in un bicchiere, come si fa nelle case, nel loro brodino caldo (le vedete nella foto), una tapa in piena regola.

Hanno un valore proteico considerevole, contengono sali minerali, pochi grassi e un 80% di acqua, sono consigliate nelle diete per sportivi, diabetici, anemici… Qui in Spagna, per far fronte alla richiesta, si è sviluppata la helicicultura, cioè l’allevamento di lumache di terra commestibili, per uso commerciale, un’attività zootecnica riconosciuta internazionalmente.