Ieri sera me li hanno offerti come aperitivo, accompagnati da una birra ghiacciata: chicharrones. Immediatamente ho pensato ai ciccioli, che alcune volte avevo mangiato in Emilia, sempre come antipasto. Viene da dire, senza metafore, che tutto il mondo è paese. Anche se chicharrones, ciccioli e compagnia hanno infinite varianti. Non sono infatti solo andalusi, ma di tutta la Spagna e praticamente di tutti i paesi in cui si parla spagnolo; hanno conservato il nome, sono chicharrones in Perù come a Panama, in Ecuador come a Cuba. In Italia invece cambiano nome nelle diverse regioni: graséi, greppole, sfrizzoli, cicine, scarfuagli…  Anche lì ormai si servono quasi esclusivamente come aperitivi e antipasti. Qui in Spagna si fa una torta de chicharrones o si mettono nelle empanadas, mentre in Italia, precisamente in Irpinia, viene fatta una pagnotta con dentro i ciccioli… Come alimento ipercalorico, nella tradizione contadina italiana, rappresentavano un ottimo pasto, in unione alla polenta. A conferma che del maiale si sfrutta tutto, ma proprio tutto.

 

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