Atenea, la diosa griega de la sabiduría, entregó el más útil de los regalos a la humanidad, un árbol cultivado hace miles de años en la cuenca del Mediterráneo… Hoy son las tierras de Jaén las que aglutinan las mayores extensiones de olivar.

Los fenicios y los griegos trajeron los primeros plantones de olivo hasta la Península Ibérica. En su nuevo hogar, de clima benigno y tierra fértil, el árbol mitológico no tardó en germinar. Los romanos incentivaron su cultivo, ya que empleaban el jugo de su fruto para múltiples usos. En principio era traído en grandes galeras desde las costas de Italia, pero pronto sucederá lo contrario. La Bética se convirtió en el principal productor del codiciado oleum…

Recenti scavi archeologici attorno a Jaén hanno rivelato l’esistenza di un gigantesco mulino dove, secondo gli studiosi, si macinavano tutte le olive dell’alto Guadalquivir, trasportate poi nei vari porti andalusi. Gli abitanti del posto non fecero altro che continuare, partendo da quanto avevano appreso dai romani, a perfezionare le tecniche di estrazione dell’olio. Intanto le piantagioni di ulivi crebbero, a tal punto che le località di Jodar e Gracíez vennero chiamate Gadir al-Zait, cioè “il deposito di olio”. I conquistatori castigliani però non badarono troppo a questa coltivazione. Fu nel secolo XIX, per la crisi a motivo del crollo del prezzo dei cereali, che tornò ad avere un grande sviluppo.  

La storia ha visto un’evoluzione nei mezzi adottati per ricavare l’olio, dal primitivo mulino usato nel neolitico al sistema continuo di centrifugazione, il più moderno fino ad oggi. Ben a ragione si può dire che l’olio è all’origine di una cultura, indispensabile certamente alle popolazioni mediterranee per le quali è senz’altro il regalo più utile fatto all’umanità.

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