Color brillante, de un tono dorado pálido. Aromas punzantes y delicados, con ligeras notas de almendra, masa fresca de pan y hierbas del campo. Al paladar es muy seco y ligero. En el post-gusto vuelven los recuerdos almendrados, dejando una agradable sensación de frescor.

La descrizione dai toni poetici de Vino Fino corrisponde a verità. Credo superflua la traduzione, a parte che “almendra” significa mandorla… La prima volta l’ho assaggiato proprio a Jerez, nella sua “patria” d’origine, nella cantina “Tio Pepe”. È un vino bianco secco ottenuto dall’uva Palomino; l’invecchiamento avviene “bajo el velo de flor”, cioè sotto una specie di cappa di lievito che si forma spontaneamente e, coprendo la superficie del vino, lo isola completamente dall’aria.Da qui il suo colore pallido e le sue peculiarità.

Il Fino va servito molto freddo, fra 6º e 8º. Si combina perfettamente con pesce e frutti di mare, ma anche con insaccati; alla Feria di Sevilla lo scorso aprile ricordo che mi offrirono una coppa di Fino e jamón iberico, una delizia!

Ma è risaputo che i vini di Jerez sono i vini spagnoli più cosmopoliti, e godono di ottima fama e apprezzamento sulle tavole delle più diverse culture gastronomiche. Ad esempio in Giappone, dove, assieme alla Manzanilla, ha avuto un grande successo. C’è da crederci o meglio ancora provarlo, con un sushi o un sashimi…

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