Mi ricordavo che “manzanilla” significa camomilla, quindi rimasi un po’ perplessa, quando, invitata da alcuni amici ad Arcos de la Frontera, al momento di ordinare un aperitivo sentii dalla bocca di uno di loro: “Una manzanilla!”. Scoprii ben presto (!) che si tratta di un vino, molto  típico dell’Andalusia. Lo si presenta infatti come una delle infinite varietà nella famiglia del più famoso “Jerez” (sherry). È prodotto nelle  cantine di Sanlúcar de Barrameda, in provincia di Cadice. È un vino particolare, di colore pallido ma tendente al dorato, dal caratteristico aroma “pungente”, secco e un pochino acidulo, leggero al palato; raggiunge i 15 gradi. Le varianti tradizionali sono la manzanilla fina e la manzanilla pasada; assieme al vino fino, è la bevanda più gradita e consumata nelle ferias andaluse.

Varie e controverse le teorie sull’origine del nome: chi dice che viene da quello di una località della provincia di Huelva, chi dall’aroma di manzana (mela), chi dal nome di un’uva oggi scomparsa, chi (teoría oggi più accettata) dalla grande somiglianza tra la sua fragranza e quella della camomilla. Attenzione però, non pensate di berla come fosse una tisana, occorre prudenza, ma se la provate vi solleverà l’animo!

Il poeta Manuel Machado le ha dedicato una poesía:

La manzanilla es mi vino
porque es alegre, y es buena
y porque -amable sirena-
su canto encanta el camino.

Es un poema divino
que en la sal y el sol se baña…
La médula de una caña
más rica que la de azúcar…

El color que da Sanlúcar
a la bandera de España.

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