Faccio eccezione, stavolta non parlo di qualcosa típicamente andaluso, ma dopodomani è l’Epifania, il giorno in cui “los Reyes”, i Re Magi, portano i doni ai bambini spagnoli, e in questa festa il dolce tipico per tutti, che annulla ogni diversità nella penisola iberica, è il roscón (rosca in spagnolo significa ciambella). Credo che la foto, da sola, faccia un’ottima pubblicità.

Ho voluto indagare sulle origini di questo dolce, intuendo qualcosa d’interessante; infatti, non mi sbagliavo. La maggioranza delle fonti concorda: l’origine del roscón non ha nulla a che vedere con il viaggio dei Magi a Betlemme, e nemmeno con una tradizione religiosa; risale piuttosto all’epoca romana, alla festa degli schiavi -  i saturnali che segnavano i giorni ormai più lunghi dopo il solstizio d’inverno –  quando a fine dicembre li si premiava per il lavoro nei campi con grandi torte rotonde. Torte che venivano distribuite anche alle persone indigenti ed erano a base di fichi, datteri e miele; dentro la pasta veniva nascosta una fava secca, símbolo di fortuna e prosperità.

Facciamo un salto nella storia di qualche secolo, e troviamo che è la Francia il paese del roscón; il 6 gennaio i più piccoli celebravano la festa “Le roi de la Fave”, così che chi trovava la fava nascosta diventava “re dei re” e riceveva tutta una serie di regali. Fu il re Luigi XV a diffondere la tradizione di questo dolce fra la aristocrazia francese e europea, mettendo nella pasta anche una moneta.

In Spagna, il roscón fu introdotto da Filippo V ed è tuttora una delle tradizioni gastronomiche più popolari. La variante: invece della moneta, una statuetta. A chi tocca la statuetta, protezione per tutto l’anno; a chi tocca la fava, l’onere di pagare il roscón. Oggi però si mette in genere solo la statuetta…!

Ma veniamo al dolce e al suo aspetto: la forma a ciambella richiama una corona, ricoperta di frutta secca e candita a mo’ di pietre preziose. Gli ingredienti sono: farina, lievito, latte, uova, sciroppo di fiori d’arancio, burro, zucchero, sale. Madrid e Sevilla sono i baluardi di questa tradizione, anche se, ripeto, in tutta la Spagna il 6 gennaio non si può rinunciare a un roscón!  

(Per raccontarvi la storia e mostravi un roscón, ho attinto a: http://www.mantecadasposadas.com/)