Mil-hojas, cioè millefoglie; merengue, cioè meringhe. La scorsa settimana una cara amica mi ha invitato a casa sua per una merenda pomeridiana; aveva tastato il terreno con una domanda: “ti piacciono le meringhe”? In tutta onestà le avevo risposto che non erano fra i miei dolci preferiti, almeno in Italia, ma ero disponibile all’esperimento. Quello che mi aspettava in un tranquillo sabato pomeriggio lo vedete nella foto… spaventosamente buono! Di gusto delicatissimo, si scioglieva in bocca! Chiare d’uovo, zucchero e un po’ d’acqua gli ingredienti, dentro due lamine di una finissima sfoglia. Tutto qui. Si fa per dire…

Non è un dolce che ha avuto i natali in Andalucía, però le milhojasde merengue o de dulce de leche o de crema d emiel o de… – qui piacciono molto e si vendono in tutte le pasticcerie che si rispettino. Per cui, se vi capita di venire in Andalucía, non dimenticatevi di provarle.

Leggiucchiando qua e là, tra l’altro ho scoperto – almeno in una versione, forse non l’unica – che la millefoglie è nata da un errore. Siamo in Francia, un panettiere deve assentarsi per sbrigare una commissione e chiede al suo aiutante di preparare l’impasto;  a metà del lavoro, questi si accorge di aver dimenticato il burro, così incomincia a spalmarlo sulla pasta, poi la piega in due e vi spalma altro burro, la piega di nuovo, altro burro… così fino a terminare la quantità. Torna il panettiere e inforna i pani, ma quando escono dal forno, chiama l’aiutante: “come hai fatto la pasta?” gli chiede. Il giovane comincia a piangere e a raccontare del suo errore. Il panettiere lo abbraccia e gli dice: “Ragazzo, tu hai inventato la pâte feuilletée!” Benedetto errore!