Sevilla, Puerta del Osario, una piazzetta che è anche un incrocio dove passano alcuni autobus diretti al centro. Sei tavolini rotondi sul marciapiedi, ognuno con tre sedie, non più. Non è certamente l’angolo di Sevilla con la miglior vista, ma per sedersi a quei tavolini, soprattutto nella bella stagione (che qui dura praticamente 8 mesi) devi fare una lunga coda! Appena è pronta una tapita, la voce amplificata di Eme dà l’avviso con una melodia inconfondibile: “Un montanditooooo… para la trééésss!”

Eme (da Emeterio) è una persona speciale, almeno così sembra a me. Serio e cordialissimo, di poche parole, ma attentissimo ai clienti. Non per altro il suo bar si chiama “Casa Eme“. L’interno mi lascia sempre di stucco: piccolo, ma ordinatissimo e armonioso, ogni cosa al suo posto. Pare sempre lustrato da poco. Alle pareti tanti quadri di varie dimensioni, ma con unico tema: la Semana Santa. Intuisco una scelta precisa anche in questo dettaglio e un grande amore di Eme per la sua città.

La specialità per cui tanta gente fa la fila è il solomillo al whisky: la carne si scioglie in bocca e te la presenta su una fetta di pane casereccio croccante…ma il segreto di Eme è quel “qualcosa” che aggiunge, oltre al whisky, lì su quel fornelletto a due piastre che è tutta la sua cucina, e che lo rende davvero unico. Consiglierei a tutti gli italiani che vengono a Sevilla di far sosta da Eme, non è difficile da trovare!

Ho cercato qualche indicazione in internet e ho trovato un articolo su Casa Eme, con foto e una descrizione del posto, di che cosa e come si mangia… Vi assicuro che non l’avevo letto prima di scrivere le mie impressioni! Ecco il link http://www.contenidosabcdesevilla.es/detapas/bares-y-restaurantes/sevilla/casa-eme-casa-eme-eso-es-asi.html